Vicini dentro

di Diego Cocco

Vicini dentro

Lo sentite questo nulla,
questo nulla sempre più pulito e vicino,
nulla
nulla
nulla inebriato
nulla abbandonato dalle voci e dai canti,
da Singapore a New York,
lo sentite questo nulla innamorato amante:
il nulla mangia-pensieri
il nulla conta-denti
il nulla necessario
il nulla allarmante.

Lo sentite questo nulla difficile,
sempre più difficile,
nulla di pance
nulla di gole
nulla di abbracci,
lo vedete uscire al posto vostro
e vivere per voi;
nulla conferma
nulla per propria arte
nulla rivolto agli angeli
nulla di atomi e biciclette
nulla
nulla nulla
ed è come se lo avessimo invocato
con le nostre fisarmoniche strizzacervelli,
ed è come l’alleluia burionico
del cielo
questo nulla dalla giusta dimensione,
questo nulla proporzionato e metallico
senza alcuna pretesa se non quella
di rovesciarci tutti all’interno. 

Diego Cocco ha passato l’ultima decade a giocare con le parole, ferendosi più volte a causa dell’inesperienza e del maledetto ego inglobato nel suo nome. Oggi prova a sopravvivere rispettando la tastiera, alterna giornate di paura a notti in cui crede di avercela fatta, di aver messo giù la frase immortale. Ha pubblicato quattro raccolte di poesia e un romanzo sperimentale con altrettante case editrici: decine di suoi racconti pulsano nel web in attesa di un’affermazione, ma lui stesso, da insoddisfatto senza scampo, li coccola e li rinnega a minuti alterni.

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