Idrogeno

di Carlotta Frizzele

Alla sera incontro
la sua calma incoercibile,
distante dai miracoli di Roma,
con Dalla qui mi scontro;
in scena sul marciapiede
il piano sequenza di chi si siede.

Vedo il cuoio camminare,
la sartoria profumare,
dipingo immagini a tungsteno,
abito Milano
città possibile,
luogo ameno.

Le metro sono asimmetrie
del vostro credere,
opinioni eteree
di sipari e anomalie.

Ecco la quiete,
io l’ho vista,
non insceno fumogeni,
ma contingenze consacrate.

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